Gli alimenti “processati” o “industriali” subiscono vere e proprie trasformazioni e contengono sostanze davvero poco salutari. Non sono tutti da evitare ma…

Quali sono questi alimenti processati? Piatti pronti, merendine, snack dolci e salati, bibite gasate. Ma anche molti biscotti, barrette energetiche, estratti di carne, salse istantanee. E ancora: preparati dietetici, bastoncini di pesce in pastella, creme spalmabili, passati e minestroni pronti. Sono tutti cibi ultra-processati, alimenti la cui lista degli ingredienti comprende più di 5 voci.

Nella definizione accettata dalla FAO, sono costituiti interamente o principalmente da sostanze come oli, grassi, zucchero, amidi e proteine che non si trovano normalmente, aggiungo forse, nel panificio sotto casa ma che sono usate dalle aziende nelle produzioni industriali per rendere i loro prodotti più attraenti per il consumatore. E costituiscono ormai una parte piuttosto consistente dell’alimentazione nei paesi più sviluppati.

Alternativamente chiamati cibi industriali, gli ultra-processati sono gli alimenti destinati alla produzione di massa, prodotti appunto industrialmente, confezionati uguali in tutto il mondo con una data di scadenza molto lunga e con conservanti e additivi che li emulsionano, cioè evitano che la parte grassa e quella acquosa si separino. Sono ricchi di zuccheri, grassi idrogenati o di pessima qualità, additivi, coloranti, aromi artificiali che il nostro corpo non riconosce e che quindi possono facilmente risultare tossici e alcuni dei quali agiscono da interferenti endocrini alterando il nostro equilibrio ormonale. Pensate che alcuni di questi interferenti endocrini si chiamano OBESOGENI! E ho detto tutto!!!

Inoltre, sono ricchi di acidi grassi omega 6 che hanno un effetto infiammatorio sull’organismo e si contrappongono ai grassi omega 3 che invece hanno un’azione protettiva.
Insieme al sale e ai ‘grassi cattivi’, gli additivi alimentari sono tra le peggiori sostanze contenute nei cibi industriali e potenzialmente più dannose per la salute. Ad esempio, nelle zuppe pronte c’è il glutammato monosodico che è un esaltatore di sapidità.

In pratica, una discreta parte degli alimenti che ci sono nei supermercati e che vengono pubblicizzati sono processati. Vengono proposti come saporiti, veloci da preparare e sappiamo che sono anche buoni da consumare ma, se escono da un sacchetto, probabilmente non sono salutari.

Numerosi studi hanno associato un consumo regolare di questi prodotti a un netto aumento di tutte le malattie causate da sovrappeso e obesità, ma non solo, quali quelle cardiovascolari, il diabete, i tumori. Su tutti, due grandi studi europei pubblicati sul British Medical Journal nel 2018 (uno francese su oltre 100.000 persone e uno spagnolo su 20.000 soggetti) hanno fatto emergere una relazione molto precisa fra il rischio di infarti e ictus e la presenza di alimenti ultra-processati nell’alimentazione: se questi ultimi aumentano del 10%, gli indici di rischio lievitano dello stesso ordine di grandezza.

Tuttavia, non sempre la lavorazione industriale è sinonimo di malattia. Gli alimenti industriali sono molti e non tutti poco sani. Scegliendo bene, ci permettono una maggiore varietà e inoltre alcune tecniche di conservazione, come il sottovuoto o la surgelazione, ci danno la possibilità di averli sempre a disposizione senza intaccarne i principi nutritivi. Alcuni esempi possono essere la passata di pomodoro, le verdure o il tonno in vasetto e le verdure congelate.

A essere certamente dannoso è l’eccesso: consumare cibi processati ogni giorno significa aumentare il rischio di sviluppare malattie. Quando si dice una patatina fritta non uccide nessuno! È ovvio che una non lo fa ma non esiste una persona che ne mangia una sola. Questo è il vero problema! Ovviamente sto estremizzando. Quello che voglio dire è che non è l’alimento in sé.

Personalmente non credo che ci siano dei cibi che debbano essere demonizzati o eliminati: anche fritti, dolci, alcool ecc. Ma quanto ne mangiamo di quel cibo? Una patatina fritta non uccide nessuno, siamo d’accordo, ma quante patatine mangiamo alla fine? Questo è il vero punto!

Negli ultimi anni, anche nel nostro paese, dove la tradizione culinaria sembra molto più solida rispetto ad altri, è cresciuto moltissimo il consumo di piatti da asporto, favorito dalla discesa dei prezzi e dalla facilità di consegna. Non possiamo sapere esattamente cosa è stato usato in un pasto pronto ma è spesso un cibo ultra-processato.

I cibi industriali sono miscele talmente complesse che è impossibile attribuire responsabilità specifiche a una sostanza in particolare. Non c’è dunque un solo colpevole, o una classe di colpevoli ma c’è un consiglio sempre valido: per mantenere e potenziare la nostra salute è meglio dedicare un po’ di tempo alla preparazione di piatti semplici e fatti con ingredienti sani, nella cucina di casa, partendo da ingredienti completi e integri, come Madre Natura li ha pensati per noi, limitando i cibi ultra-processati.


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Disclaimer: questo articolo è stato sviluppato con intento puramente divulgativo e non intende sostituirsi al parere del medico, né tantomeno alla diagnosi o al trattamento prodotti dallo stesso. Rivolgersi sempre al proprio medico curante per ulteriori informazioni e soprattutto in caso di una qualsiasi condizione medica.

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